Storia

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CENNI STORICI


La prima notizia certa sulla masseria «Semeraro» è in un documento del 9 settembre 1809. Si tratta di una circostanziata relazione del padre guardiano e procuratore del monastero francescano di Mottola «sullo stato e la rendita della religione monastica»; relazione richiesta dall’allora sindaco della città Giuseppe Pecorelli in ottemperanza al decreto murattiano dell’agosto 1808 che avvia la progressiva abolizione degli ordini religiosi nel Regno di Napoli. La soppressione di ben 165 conventi in Terra d’Otranto, con esproprio del relativo patrimonio, travolge anche quello mottolese dei frati minori. Nel prospetto dei conventuali e delle rendite del convento redatto dal padre superiore, e precisamente fra le spese di manutenzione delle «masserie delle Mattine», compare anche «Semeraro». Il 30 settembre 1814, la nostra masseria, con molti altri beni appartenuti ai francescani residenti a Mottola, è legittimamente acquistata da Giuseppe de Notaristefani. Un decreto di Giuseppe Bonaparte del marzo 1808 aveva infatti autorizzato le vendite a privati di beni demaniali.

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Dalla seconda metà dell’Ottocento sino alla fine degli anni venti dello scorso secolo, proprietario di «Semeraro» è Giuseppe de Notaristefani Giodice, apprezzatissimo medico e medaglia d’oro quale miglior allevatore di bovini della provincia di Taranto. Per circa un ventennio la proprietà passa alla signora Anna Catucci Sabbatelli, che affida la coltivazione di tabacco, per la prima volta introdotta in zona, a esperti del settore di origine salentina. Dal 1948 la masseria appartiene alla famiglia Giodice Sabbatelli. Giuseppe Giodice Sabbatelli, negli anni ricompresi fra il ’50 e il ’70 dello scorso secolo, avvia un radicale ammodernamento dell’azienda, proseguito anche dai suoi eredi e attuali proprietari: alla produzione di cereali e all’allevamento di bovini, si aggiunge per oltre un trentennio la coltivazione della vite. Dalla necessità di meglio conoscere, anche nel profilo gastronomico, aree rurali pugliesi non ancora del tutto esplorate, nasce l’impegno agrituristico di oggi.